Sogno – di Flavio Masi

Sogno

Appartengo a quella categoria di persone che, il più delle volte, ha l’impressione di non sognare. I rari frammenti di sogno che arrivano alla coscienza sono presto dimenticati: vaghi, inconsistenti, irrilevanti.

L’eccezione

Sono seduto di fronte al tavolo con il ripiano di marmo, nel soggiorno di casa. Guardo un disegno fatto con una penna a biro, sul foglio quadrettato di un blocco note formato A4. Guardo il disegno con curiosità ma anche con un certo distacco, l’autore è morto da un paio di mesi e ricordo di avergli visto fare solo schizzi aventi una precisa finalità: abbozzi di schemi o di progetti.


Fu un sogno doppiamente incongruo. Prima di tutto perché il mio stato d’animo era infinitamente distante da quello che era, che è ancoro aggi, e che probabilmente sarà anche in futuro, almeno fino a quando sarò sufficientemente lucido. Secondariamente perché mi sembra ragionevole ritenere che mai, colui che nel sogno pensavo essere l’autore, avrebbe anche solo pensato di disegnare qualcosa di simile.

Ricapitolando, nel caso ce ne sia bisogno, in questa pagina si può vedere il tentativo di riproduzione di un disegno visto in un sogno.