Trauma a distanza

Trauma a distanza

A dar retta ai mass media internet sarebbe, di volta in volta, un paradiso per pedofili, il luogo dove legioni di frustrati sfogano la propria aggressività, l’apoteosi della “post verità” ecc.

Scansando la spazzatura, che ovviamente abbonda pure nel web, si possono tuttavia rinvenire ottimi contenuti, come questo articolo di Philip Di Salvo, la cui lettura credo possa aiutare a comprendere alcuni aspetti opachi delle “democrazie occidentali” – si parla specificamente di USA ma tant’è…

Analizzando vari aspetti nell’evoluzione della guerra a distanza, Di Salvo si sofferma anche sugli effetti che avrebbero, nella psiche dei piloti di droni, le esecuzioni sommarie che li vedono coinvolti: «Il senso di uccidere, anche se mediato da uno schermo e da un joystick, è il medesimo e la sensazione di “sicurezza” non fa altro che accentuare la ricaduta umana».

Mi chiedo se anche i principali responsabili di queste uccisioni, coloro che decidono le strategie militari e che hanno quindi sulla coscienza (molto di più degli stessi esecutori) grandi quantità di vittime, soffrano di stress post-traumatici. Se così non fosse si potrebbe dedurre che la distanza gerarchica attenua il senso di responsabilità ben più di quanto faccia la distanza fisica.

Vedi anche:

Dissociazione | di Flavio Masi

Dissociazione

In questa immagine – in uno specchio che esplode – si riflette uno stato di dissociazione mentale

Introflessione | illustrazione di Flavio Masi

Introflessione

L’immagine un po’ disperata di uno scavo interiore minato dalla paura che non ci sia nulla da trovare: niente inconscio, nessuna risposta…

Depressione | illustrazione di Flavio Masi

Depressione

Illustrazione di uno stato di schiacciante prostrazione. Eseguita con una tavoletta grafica e Krita.

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